Innovazione nell’Euregio – Euregiolab 2016 ad Alpbach

von Peter Bußjäger e Siegfried Walch
01.09.2016

 

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La capacità di innovazione di uno Stato e di una regione riveste un’importanza fondamentale nell’ambito della competizione globale tra sistemi-Paese. Lo dimostrano anche le classifiche, ormai già quasi inflazionate, che giudicano gli Stati in base alla loro capacità di innovazione o sostenibilità.

Da questo punto di vista è di notevole rilevanza la scelta dei responsabili di dedicare questa edizione di Euregiolab al tema “Il successo economico attraverso il rafforzamento e l’accelerazione delle catene di innovazione nella regione europea”. In un recente ranking sui Paesi più innovatori, l’Austria si colloca a un modesto 20° posto. La Svizzera è al primo posto, seguita dalla Svezia. L’Italia si trova al 29° posto. Il senso e l’utilità di tali classifiche e il metodo su cui si basano possono anche essere discutibili, ma in qualche modo esse rappresentano un indicatore.

Per l’Euregio ciò significa prendere in mano le cose direttamente, là dove il quadro normativo lo permette. Questo è anche il senso di ogni autonomia e di ogni federalismo: definire autonomamente le condizioni generali determinanti. La politica territoriale è in fondo anche una concorrenza tra norme giuridiche.

Come è nato EuregioLab?

Lo scorso autunno il Forum Europeo di Alpbach e l’Ufficio comune dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino hanno invitato i rappresentanti delle università di tutti i tre territori, rappresentanti del mondo economico e altri qualificati opinion leader a un incontro del comitato per la Giornata del Tirolo, anche al fine di selezionare il tema di EuregioLab per l’anno seguente. La scelta è caduta sul tema “Il successo economico attraverso il rafforzamento e l’accelerazione delle catene di innovazione nella regione europea”.

In seguito l’Ufficio comune dell’Euregio ha contattato in tutti e tre i territori persone esperte di questo settore, che sono state invitate all’incontro introduttivo di EuregioLab. In tale occasione il tema è stato ulteriormente messo a fuoco, sono stati creati tre gruppi di lavoro ed è stata avviata la relativa discussione. Sostanzialmente tale procedura si è dimostrata efficace e, dopo un dibattito tra i soggetti coinvolti tenutosi a Bolzano nel mese di maggio e le integrazioni finali, è stato elaborato il documento di lavoro di quest’anno.

Benché di tanto in tanto i componenti di EuregioLab non abbiano potuto sottrarsi alla sensazione che il mondo dentro e fuori l’Euregio stesse finendo nello scompiglio, essi sono rimasti – giustamente – aderenti al tema assegnato. Una formulazione del tipo “Superare i (nuovi) confini, sia al Brennero che dentro la testa delle persone” più di un anno fa sarebbe stata motivo di sorpresa, mentre oggi riflette un tema attuale.

Con le proposte contenute nel nostro documento di lavoro intendiamo indicare all’Euregio un tratto del cammino da percorrere, cammino che però dovrà affrontare con le sue forze. Le proposte non sono vincolanti, ma rappresentano il pensiero comune elaborato dalle esperte e dagli esperti che hanno partecipato al nostro laboratorio.

Documento di lavoro

Il documento di lavoro si articola in tre sezioni. Nella prima sezione vengono illustrate le sfide fondamentali per la capacità di innovazione di una società. Di quale innovazione abbiamo bisogno? I principali campi d’azione sono i seguenti:

Le altre sezioni riguardano poi le proposte riferite direttamente al rafforzamento e all’accelerazione delle catene di innovazione nonché ai presupposti istituzionali.

I temi in gioco sono la diversità e la coesione. Abbiamo bisogno di un confronto in stile laboratoriale, dobbiamo promuovere l’incontro fra responsabili politici, imprenditori e ricercatori. Questi laboratori devono essere multidisciplinari e rappresentare spazi in cui poter sperimentare le idee. Nel momento in cui queste idee vengono concretizzate, la politica dovrebbe cercare di ridurre al minimo i rischi. EuregioLab è consapevole del fatto che un ordine economico libero implica anche la possibilità del fallimento, ma il rischio di fallire non dovrebbe essere eccessivo.

Ai responsabili decisionali dell’Euregio spetta il compito non solo di accompagnare questi processi, ma anche di supportarli attivamente. Non basta affidarsi all’autorganizzazione dei soggetti coinvolti, sono indispensabili anche coordinatori, facilitatori o abilitatori che si occupino dei vari aspetti.

Anche le agenzie di sviluppo territoriale presenti nell’Euregio hanno un ruolo importante, poiché esse possono e devono creare una piattaforma comune per accompagnare, promuovere e supportare i processi, una sorte di mappa comune dei saperi che visualizzi i vari centri di ricerca e poli scientifici, che sia accessibile in internet e venga regolarmente aggiornata. Un abbozzo di ciò che questa mappa dovrebbe diventare è riportato nell’opuscolo contenente il documento di lavoro. Naturalmente è ancora incompleto, manca l’indicazione di numerosi centri e istituti di ricerca minori. Ma rende già evidente che dobbiamo calarci ancora di più sul territorio, che la ricerca dovrebbe essere resa accessibile a un livello ancora più decentrato.

I responsabili politici – il Presidente della Provincia di Bolzano Kompatscher e il Capitano del Tirolo Platter nonché l’Assessora della Provincia di Trento Ferrari – non solo hanno approvato questa proposta, ma hanno anche ipotizzato la sua concretizzazione tramite uno specifico mandato alle agenzie di sviluppo territoriale. Si tratterebbe di un grande passo in avanti nella costruzione dell’identità dell’Euregio. In ogni caso alcuni componenti di EuregioLab continueranno a occuparsi di questo tema e ad accompagnare la sua concretizzazione.

Ma da cosa si riconosce il valore di EuregioLab e dei risultati presentati?

L'importanza dei risultati è direttamente collegata alla ricezione dei contenuti:

Per dirla con Peter Drucker, EuregioLab contribuisce a imporre a un futuro non ancora nato un’idea che ne incanala la strada; e Drucker aggiungerebbe: il miglior modo per prevedere il futuro è crearlo.

Può EuregioLab contribuire concretamente a “creare il futuro”?

Umberto Eco riteneva che profezie e previsioni sul futuro si dovessero pronunciare con prudenza perché il futuro può cambiare in fretta. Basta che fra sei mesi cada un meteorite nel Mediterraneo e la Liguria si trasformerebbe in un paradiso subacqueo, mentre Basilea avrebbe la spiaggia più bella della Svizzera.

Questa edizione di EuregioLab ha dimostrato che non occorre un meteorite per modificare il quadro generale o porre nuove priorità. Durante il primo semestre del 2016, e quindi proprio all’avvio dei lavori di EuregioLab sul tema dell’innovazione, altri temi sono emersi all’improvviso catturando l’interesse generale nell’Euregio a causa della discussione sulla futura organizzazione del confine del Brennero.

EuregioLab dovrebbe approfondire questi sviluppi?

Mettere in sinergia le forze innovative di una regione rappresenta un compito centrale per la politica, e i risultati di EuregioLab presentati oggi offrono spunti notevoli per tutti i soggetti decisionali operanti nell’Euregio. Il tema si è rivelato quindi un terreno fertile per discussioni e contributi all’interno di EuregioLab.

Limitare il lavoro di EuregioLab a un unico tema non consente di confrontarsi compiutamente con le sfide dell’attualità. Forse è vero che la questione della sicurezza in Europa e le relative conclusioni a livello nazionale e regionale rappresenterebbero un tema “fuori scala” per EuregioLab.

Vediamo però che queste decisioni si ripercuotono a livello comunicativo e oggettivo sull’economia dell’Euregio in generale, e in particolare sulla libera circolazione dei turisti e dei cittadini all’interno del territorio euroregionale o lungo i suoi confini. A febbraio la questione di come l’Euregio possa affrontare le eventuali conseguenze di nuove politiche di sicurezza stabilite a livello europeo è stata fonte di preoccupazione per noi tutti e sarebbe stato sicuramente utile approfondirla a integrazione dei tavoli di lavoro dedicati al tema “innovazione”.

Perciò, in veste di accompagnatori di EuregioLab, suggeriamo – oltre al tema annuale prestabilito (quest’anno l’innovazione) – di concedere apposito spazio al confronto su questioni sociali di attualità.

Nel caso in cui EuregioLab decidesse di allargare spontaneamente l’ambito delle proprie riflessioni anche ad altre tematiche, come auspicato, tale lavoro dovrebbe essere accompagnato anche durante l’anno da un’opportuna attività di informazione e comunicazione per consentire a eventuali soggetti interessati di unirsi al dibattito. La presentazione e pubblicazione delle relative tesi deve però avvenire, come finora, nell’ambito della Giornata del Tirolo ad Alpbach.

Rispetto ai due incontri dei componenti di EuregioLab svoltisi quest’anno a febbraio e maggio, si potrebbe pensare di aprire il secondo incontro a un pubblico più vasto dedicandolo a questioni attuali che investono l’Euregio e organizzandolo in parte come evento di gruppo di grandi dimensioni (ad esempio World Café). Il team redazionale potrebbe poi inserire i risultati di questo “EuregioLab aperto” nel documento di lavoro predisponendolo, come fatto finora, per la presentazione nell’ambito della Giornata del Tirolo.

Infine sottolineiamo la nostra convinzione che l’iniziativa “Ad hoc-Think Tank Euregio-Lab” coordinata da

Informationen zu Peter Bußjäger e Siegfried Walch

Il prof. Peter Bußjäger è direttore dell’Istituto per il Federalismo di Innsbruck. Il prof. Siegfried Walch è direttore di dipartimento e del master in International Health & Social Management presso il Management Center di Innsbruck

peter.bussjaeger@foederalismus.at; siegfried.walch@mci.edu


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